venerdì 14 maggio 2010

La trappola

"Ho voluto la perfezione e ho rovinato ciò che andava bene"
Lo sosteneva Claude Monet, lo sostengo io ogni giorno a forza, guardandomi allo specchio.
Già, perché avere un disturbo alimentare non è cosa da poco. Avere a che fare con l'anoressia ancora meno.
E' una trappola, dal quale difficilmente si esce totalmente, se non riconoscendola e affrontandola.
Strano vero, per una foodblogger ammettere di avere questo tipo di problemi.
Magari in molte ne soffrono, ma ammetterlo forse equivale ad un piccolo passo verso la guarigione, completa.
Si comincia innocentemente con il voler curare il poprio corpo e la propria silouette, si passa al controllare il peso, le calorie.
Si inizia a mangiare ogni volta meno fino a considerare il cibo un qualcosa da temere, una sorta di carnefice e allo stesso tempo l'unica cosa sulla quale investire tutte le proprie energie, cucinando, cucinando, cucinando ... senza toccare poi quasi nulla.
Qualcosa che non va nel meccanismo della consapevolezza della propria immagine, che distorce tutto.

La tortura infinita.

Per fortuna, per quanto mi riguarda il peggio è passato, ma la mia condizione attuale è quella di una stretta convivenza con un continuo altalenare tra momenti in cui mi concedo di stare bene e momenti in cui ricomincio ossessivamente a cadere negli stessi ciclici e stupidi errori.

Amo e odio mangiare. Amo e odio ciò che cucino.
Sarà che ormai si sarà notato anche dall'andamento a singhiozzi del blog.
Eppure l'ho aperto proprio per aiutarmi a sfuggire dalla voragine. E ce l'ho fatta.

Ora che ho fatto "outing", mi interessa soltanto concentrarmi su cosa mi può aiutare a stare meglio.
Iniziando dalla colazione, che da poco ho ripreso a consumare.
Ho il pomeriggio a disposizione oggi e voglio dedicarmi a preparare qualcosa di molto invitante e coccoloso per la colazione di domani, da consumare con calma e senza ansie, inutili quanto dannose.

Vi chiedo un consiglio su cosa preparare, non perché tra gli scaffali stracolmi di ricettari non sappia dove cercare, ma solo per avere un piccolo incoraggiamento.
So che posso fare di meglio, e lo farò.

Allora, che mi dite per domani? Biscotti? Briochine?

Marika

10 commenti:

Monique ha detto...

non lo avrei mai immaginato, sai? eppure ho almeno 3 amiche che ne hanno sofferto, una l'ho addirittura persa, per questo.
non immaginavo che dietro le tue ricette, prima, e il tuo silenzio, poi, si nascondesse questo disagio. Mi ha sempre fatto paura eppure non è una cosa che si deve temere, sono veramente contenta, anche se no ci conosciamo, che tu abbia scritto queste cose, che abbia fatto outing. Immagino quanto possa esserti costato, ma è il primo passo, no? auguri davvero e un abbraccio,
Monique

chiara ha detto...

ti lascio un messaggio di solidarietà e vicinanza: io ce l'ho fatta, tanto tempo fa, grazie a mia nonna e a mia madre che per mesi mi hanno nutrito e coccolato come si nutre un uccellino e ora osservo mia figlia con la preoccupazione che anche lei ci possa cadere nella trappola che, come dici, inizia con il guardarsi un po' troppo e il prendersi un po' troppo sul serio.
Ti faccio i miei migliori auguri: non c'è una ricetta per uscirne e forse non se ne esce mai del tutto (per me la paura di ricaderci è grande e temo soprattutto l'eventualità che mia figlia ci cada perchè i segnali, mio malgrado, ci sono già), ma piano piano, morso dopo morso, con pazienza le cose vanno meglio.
Oggi posso dire che ho imparato a sorridere a me stessa, al mondo che mi circonda: dopo il corpo, finalmente anche la mente è guarita. Non mollare, mai!
P.S. per la colazione a me piacciono molto le fette biscottate con la marmellata di fragole e una bella tazza di thé

Scribacchini ha detto...

E io ti abbraccio e sono felice che tu ci abbia aperto il tuo cuore e non solo il tuo frigo ;-) Anzi, sai che ti dico? Sono fiera di te.
Conosco bene quell'inferno. Il versante che frequento io, l'altra faccia della medaglia, la "mangina", è apparentemente meno pericoloso ma di certo ne più sereno ne più allegro.
Che ne dici di impastare e infornare i rugelac della mercante di Spezie?
Un bacione, anzi due o tre.
Kat

Anonimo ha detto...

Non mi loggo, ma ti leggo spesso... e pur non avendo mai raggiunto i miei malati obiettivi di peso ci sono passata e forse ci sono ancora dentro... Brutta roba... stimo molto la tua sincerità e anche io da come scrivi non avrei mai detto che soffrissi di questa patologia... Nel silenzio ti sono vicina. Ps io a colazione ho mangiato pizza ;)... metà e senza mozzarella :( Adoro il salato anche a colazione! Baci V.

enza ha detto...

tesoro capirti come faccio a non capirti?
ma se una coccola ti può arrivare ti deve giungere morbida come un abbraccio e dolce come l'amicizia.
http://iodagrande.blogspot.com/2008/09/lenzuola-al-sole.html

Felix ha detto...

Beh... io ho cominciato a cucinare, cucinare e cucinare... proprio per non mangiare, non so quale sia il meccanismo, ma funzionava...
Poi un giorno sono stata male... mi son spaventata ed ho capito... adesso cucino per mangiare, sono una golosa incallita e adoro le brioche soprattutto a colazione ;-)

Ti abbraccio (seguo il tuo blog praticamente da sempre...)

Aiuolik ha detto...

Carissima, bello il tuo aprirti alla blogsfera e a noi che passiamo di qui a leggerti. Credo di passare tardi per qualche consiglio, ma di sicuro posso dirti che la colazione è davvero importante per l'alimentazione per cui continua così! Io l'anno scorso ho perso quasi 10 kg e ora peso meno di 10 anni fa, una cosa stranissima per me. Il mio pallino è diventato mantenere questo peso per cui mi rendo conto che ho ridotto di molto il cibo che ingerisco. Ma siccome il cibo è importante (e buonooooo) dedico mezz'ora al giorno alla ginnastica e questo mi aiuta a non inciccire. Non male, eh?

Ti abbraccio forte,
Aiuolik

stelladisale ha detto...

marika, a me m'ha salvato la vita il riso integrale e la grande isola dove sono scappata, quasi vent'anni fa, tagliando con chi mi faceva stare male... non lo so quale può essere il tuo cibo o la tua isola, solo cerca di volerti bene ogni momento della tua giornata e punta su di te, su come sei dentro e ricordati sempre che sei forte :-)

JAJO ha detto...

Il peggior nemico da affrontare siamo noi stessi, almeno quelle improvvise voragini che si aprono dentro il nostro essere e che non pensavamo mai potessero esistere...
Sono felice che tu ne stia uscendo (la sorella di mia zia ne soffre da oramai 40 anni e, da sempre, me la ricordo pesare 27 chili... Eppure lei continua a dire di essere una balena...) Strani sono i meccanismi mentali ma tu mi sembra sia sulla buona strada !! In bocca al lupo per tutto, Marika ^_^
Posso darti la ricetta di un cake dolce al latticello profumatissimo che fece un paio di anni fa Alex (prendi da lei la ricetta originale... http://cuochedellaltromondo.blogspot.com/2008/05/lattuale-pane-della-colazione.html) e che io subito rifeci (http://viaggi-cucina-e-io.blogspot.com/2008/06/il-pane-di-alex.html ): mi ricordo ottime colazioni :-D

sara b ha detto...

è un atto di grande forza da parte tua, questa "confessione": un colpo di reni che ti risolleva, e un calcione ben assestato alla malattia: te lo auguro di tutto cuore :-) prepara qualcosa che richiede cura ed attenzione. hai la pasta madre? se non ce l'hai falla, e prova a nutrirla, a tenerla in vita. la si tiene in vita dandole da mangiare una volta ogni tanto, controllando che abbia il profumo giusto e utilizzandola spesso per non buttarla via. è una prova di dedizione e amore, e dà tante soddisfazioni. un abbraccio!